IL DIRITTO AL PIACERE DEL TOPO "TASTEVIN"
“Tastevin non era né un topo di città né un topo di campagna, il suo mondo era il laboratorio di ricerca dove era nato e dove avrebbe ben presto finito i suoi giorni. A dargli quel buffo nome era stata Priscilla, la giovane ricercatrice in neuroscienze che stava ultimando la sua tesi universitaria, e che nutriva in cuor suo il sogno di diventare presto sommelier. Un giorno Priscilla ebbe pietà di lui e lo lasciò scappare. Era una fresca mattina di Aprile e Tastevin, spaventato dai rumori infernali della strada, rabbrividì un poco, ma poi, fattosi coraggio, a grandi balzi raggiunse la sponda del fiume di quella grande città. Imparò ben presto a fuggire i nemici gatti e a nutrirsi frettolosamente, rubacchiando nei fast food tutto ciò che gli capitava a tiro. Ma un pomeriggio di fine Maggio la sua sorte mutò. Facendo capolino tra le foglie seghettate di un campo di fragole, si fermò a riposare tra quei gambi robusti e pelosi. Gridolini festosi lo svegliarono di soprassalto e il topolino si vide osservato da tanti occhi curiosi di bambini. Tastevin notò con stupore che, anziché fuggire, i bambini lo guardavano con tenerezza e gli porgevano dei frutti rossi e polposi. Timidamente Tastevin morse un frutto maturo che aveva dei puntini somiglianti a piccoli semi: era la fragola più buona che avesse mai assaggiato in vita sua! Mentre il nettare zuccherino gli scendeva lentamente giù in gola, provò riconoscenza per quei bambini e decise che in quel posto sarebbe rimasto per sempre. E come dargli torto! Percorrendo il lungofiume che, lasciata la periferia nord-est della città, conduceva al piccolo paese di San Mauro era arrivato nel Paese delle Fragole e ad accoglierlo c'erano i bambini di una scuola elementare che, sotto la guida sapiente delle maestre, avevano trasformato un piccolo terreno duro e secco in un orto pieno di colori e di profumi. Con l'aiuto di alcuni nonni avevano arato e concimato la terra, e avevano diviso il terreno in piccoli rettangoli. Poi vi avevano seminato i ravanelli, i fagiolini, le fave, gli zucchini, gli spinaci, la rucola; vi avevano trapiantato la menta, il rosmarino, la melissa, la salvia, le fragole, la lattuga e i pomodori. Tastevin osservava compiaciuto le foglie ad aghetti e le piccole radici sottoterra che preannunciavano le dolci e croccanti carotine di cui era assai ghiotto. Per non parlare dei fagiolini nani e dei ravanelli con quel loro sapore lievemente amaro e piccante. A Tastevin quell'orto parve un paradiso di colori, profumi, sapori, imparò ad amare l'ambiente e le stagioni, ad assaporare lentamente i frutti della terra, ma soprattutto rispettò il lavoro paziente di quei bambini che avevano saputo coltivare in quel modesto fazzoletto di terra le fragole più buone del mondo.”
.....qui termina la favoletta sull'educazione del gusto di Tastevin e il suo personale diritto al piacere e proseguono le attività reali dei primi School Garden (orti scolastici) avviati con Slow Food sul territorio della nostra condotta entro la fine del 2005: San Mauro e Settimo Torinese sono stati i primi comuni ad avervi aderito, ma speriamo di coinvolgere presto altri comuni e altre scuole.
Il progetto School Garden, oltre alla coltivazione, raccolta e assaggio di prodotti tipici locali, come le fragole di San Mauro e il cavolo verza di Settimo Torinese, prevede un ciclo di incontri formativi per gli insegnanti e momenti di coinvolgimento delle famiglie, Laboratori del Gusto e di educazione sensoriale con i prodotti dell’orto guidati da docenti Slow Food.
Per gli adulti la nostra condotta ha intenzione di proseguire il percorso didattico (e conviviale allo stesso tempo) dei Master of Food, iniziato nel 2005 con i Master sul Vino e sui Formaggi 1° livello e proseguito nel corso del 2006 con i Master sul Vino 2° livello e sull'Olio Extravergine di Oliva.
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